La Speranza

Nessun uomo può conquistare la dignità senza aver prima abbracciato la Speranza. Senza di essa siete come piccole formiche che portano pesi senza meta, senza sapere dove andare o dove fermarsi. Fatiche inutili, tentativi senza risposte.Non ti disturbi la donna che zappa la terra, non sono questi i rumori che possono distrarti. Lavorare la terra è essere in qualche modo nel proprio posto nell'Universo.

E' la vostra giusta collocazione che dovete cercare e quando l'avrete trovata, allora solo potrete realizzarvi; ergervi senza arroganza, ma felici, pieni di gioia, perchè finalmente sapete chi siete e cosa dovete fare.

E la Speranza che vi ha retto fino ad allora mentre eravate in cerca di risposte e orizzonti, sarà ancora con voi, disegnando il sorriso sulle vostre labbra, facendovi comprendere quanto anche la pietà sia necessaria per voi stessi e gli altri, avvolgendovi come un manto lieve e luminoso.

Sempre la balena si immerge e poi emerge per trarre alito vitale. Quando scompare sott'acqua è solo per riaffiorare un'altra volta in un movimento continuo di vita. Immergetevi anche voi nel profondo e riemergete per respirare aria pura. E' così che si alimenta la Speranza.

Alla notte segue il giorno, all'oscurità dell'abisso segue la luce della superficie. E così di mano in mano esplorate, comprendete, chiarite, vedete; sotto e sopra, sopra e sotto nel movimento costante della vita. E quando ne avrete afferrato il senso, anche solo un piccolo punto, avrete trovato la dignità della vostra natura umana.

Ma è la spinta ad andare avanti che vi ha portato dove siete ora. Come bambini dovete essere, come bambini davanti ad una enorme torta: gli occhi sgranati dallo stupore e l'acquolina in bocca che pregusta il sapore. Golosi dovete essere come bambini ad una festa di compleanno dove i festeggiati sono tutti, dove nessuno ne avrà più di un altro e tutto verrà spartito senza scontentare nessuno.

Se riuscite a vedere la vita come una festa di compleanno con un'enorme torta, troverete la gioia della condivisione. Avanti, accendete le candeline ed poi insieme soffiateci sopra. Abbracciatevi l'un l'altro con le bocche piene di panna e canditi e cantatevi tutti insieme un augurio di felicità.

Oggi è la vostra festa, e anche domani, e anche domani, e anche domani... Via le maschere di tristezza, le bocche all'ingiù, le spalle curve. Guardatevi intorno: potreste trovarvi nel Paese dei Balocchi.



18 marzo 2000

La Tela del Ragno

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