La Paura

La paura può essere a seconda dei casi buona o cattiva consigliera. Buona se in situazioni di pericolo vi mette all'erta, sulla difensiva, cattiva se ascoltandola rifiutate di vedere la Via, accampando mille scuse e pretesti. Le paure che fingete di non vedere durante il giorno, si ripresentano a voi di notte sotto forma di incubi. E' come un cane che vi ha afferrato il lembo del vestito e per quanto cerchiate di scrollarvelo di dosso, è sempre lì, da qualunque parte vi giriate. La paura stimola il vostro istinto di sopravvivenza, altrimenti non esisterebbe la vostra razza. Gli uomini tutti, si sarebbero estinti da molto tempo.

La paura è ciò che salva il cervo dal branco di lupi minacciosi, la paura mette le ali alle zampe della gazzella inseguita dalla leonessa, la lepre dalla volpe. Ma ci sono momenti in cui non potete continuare a sfuggirla. Sentite il suo alito freddo sulla nuca e sapete che è là, dietro di voi. Allora non vi rimane che voltarvi ed affrontarla. Ma a volte basta guardarla e forse non ci sarà bisogno di lottare, perchè si dissolverà come neve al sole. Troppe volte avete paura di fantasie che create voi stessi con la mente. Troppe volte le paure sono solo cose che non avete il coraggio di osservare e rimanendo lì diventano mostri alimentati dalle ulteriori paure che producete rifiutandole.

La paura può ottenebrarvi il cammino, bloccare la vostra crescita, perchè vi immobilizzate dal timore di provocare qualcosa di spiacevole a voi stessi. Tante sono le persone che si costruiscono gabbie, senza esserne consapevoli, per non vedere cosa c'è dietro ai loro timori. Troppe persone si danno da fare in modo esasperato, perchè hanno paura di fermarsi e concedersi la riflessione. Sono come le gazzelle che continuano a correre pensando di essere inseguite dalla belva e magari questa non c'è più o ha rinunciato alla preda. Ma loro continuano a correre fino a cadere stremate, senza vita, solo perchè non hanno avuto il coraggio di voltarsi indietro.

Fratelli carissimi, amici miei così amati, non fate come la gazzella: prendetevi delle pause. Fermatevi e state nel silenzio dell'ascolto e della riflessione. Se poi il mostro temuto arriva, alzate la testa e guardatelo negli occhi: forse non voleva divorarvi, forse voleva parlarvi e spiegarvi qualcosa. Forse è venuto il momento di ascoltarlo. Può darsi che le sue parole vi aiutino a capire cose che vi stavate domandando da tempo. Provate a utilizzare le vostre paure avvicinandole, interrogandole; probabilmente hanno solo bisogno di essere capite, accolte. Non pensate che ammettere di avere paura possa togliere forza al vostro carattere o impronta alla vostra personalità. Dio vi ha donato anche la paura allo scopo di aiutarvi a confrontarvi con voi stessi. Negarla è come negare l'istinto della fame o il bisogno di sonno. Vi porterebbe solo ad una profonda disperazione, rinnegando una parte di voi.

Non ammirate coloro che dicono "Io non temo niente!". Sapete già nel profondo dei vostri cuori che ciò non è possibile. E' molto meglio e più coraggioso dire: "Io temo molte cose, ma sento di poterle capire e superare". A volte la paura ha paura di sé stessa e aspetta qualcuno che la conforti e la prenda per mano. E' l'ottica nella situazione spiacevole che dovete cercare di cambiare. E allora, forse, vi uscirà dal petto una sonora risata, pensando al tempo sprecato a mordervi la coda in tondo. Prendetevi un po' in giro, sorridendo di voi: aumenterete la forza e il coraggio. Credetemi Amici Miei, a volte basta così poco!



3 settembre 2000



La Tela del Ragno

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