22 maggio 2006


GRAZIE, ANGELI TERRESTRI

(Ditemi che) l’Angelo del perdono è sceso su di me, su di noi, sulle nostre scelte sbagliate, sui limiti senza tempo, sulle teste confuse e annichilite, sui fiori dorati che non hanno respiro. Sui pozzi profondi e scuri dove la luna si duplica, specchiandosi. Inno alla verità, alla realtà, inno che scaccia l’apparenza, la finta appartenenza, l’involucro illusorio. Che i (nostri) vostri sonni possano tornare tranquilli, perché la giornata che verrà sarà nuova e colma di grazia e certezze mai provate prima. I fossi si purificheranno dall’acqua putrida e stagnante, spazzata da quella limpida e corrente che porterà la vita nel fondo. E le nuvole correranno ad abbracciarvi (ci) e l’amore di Dio risplenderà in tutta la sua gloria infinita: distrutti i filtri, gli scudi che non lasciavano passare i raggi, la Luce Divina si riverserà sui vostri (nostri) capi, sui vostri (nostri) corpi, sui vostri (nostri ) figli.

Non temete Uomini, non temete la Vita che sconfiggerà la morte e non temete nemmeno la morte, perché non esistendo non potrà avere la meglio sulla Vita. I dolori delle esistenze si dissolveranno e allora comprenderete che erano solo infinitesimali ghiaccioli conficcati in una sfera infuocata. Che tempo vitale potranno mai avere? Guardate le piante come si ergono forti verso il cielo: pensate che non abbiano paura dell’uomo cieco ed avido che le abbatterà? Eppure si ergono dignitose, orgogliose di essere ciò che sono, e anche fino all’ultimo colpo d’accetta leveranno suoni di gratitudine per essere state create. Guardate gli uccelli: come potete ascoltare il loro canto senza la certezza che non si tratta di una monotona ripetizione data dall’istinto? Il canto dell’uccello è sacro a Dio, è un altro pezzo della creazione che racchiude la vita. Eppure anche gli uccelli hanno paura dei predatori, dei cacciatori, ma pensano all’oggi rendendolo così di durata eterna.

Ma voi, miei cari, non sarete abbattuti, perché conservate la dignità della consapevolezza di ciò che siete: qui è la vostra forza. Lasciatevi allagare dalla piena dell’Amore di Dio e nulla, dico nulla, niente e nessuno potrà nuocervi. I Padri e le Madri amorosi accorrono se il Figlio giusto chiama per aver aiuto; lo difendono dai nemici e li neutralizzano affinchè non possano più fare danni.
Credete in ciò che vi dico e state uniti: aria, acqua, cibo e riparo non vi mancheranno, poiché il Pastore nutre e protegge il gregge che gli è stato fedele e lo consolerà dalle paure e sofferenze. Si dorrà per coloro che, usciti dal recinto, non hanno più fatto ritorno, aspetterà ancora un poco prima di chiuderlo, ma tra non molto nessuno potrà più rientrare. L’ondata nera di piena li travolgerà, a nulla varrà saper nuotare; ma questo, miei cari, non riguarda voi.
Tenete menti aperte e pronte, cuori liberi e leggeri, gambe agili e occhi trasparenti come cristalli. Senza di voi non potrei compiere la mia Opera.
Grazie, Angeli Terrestri.